venerdì 17 dicembre 2010

_In caso di bisogno rompere il vetro_

L'aria è gravida di neve in questa giornata di solite cose da fare, soliti pensieri che provo a soffocare e sono tutti lì che premono mentre un altro anno sta per finire.
17 dicembre ... già con qualcuno mi sono trovata a salutarmi con un "arrivederci all'anno prossimo".Lascia sempre uno strascico l'idea di un anno che volge al termine ... il tempo che passa inesorabile e immateriale sulle nostre teste, tra i reticoli degli eventi e, volente o nolente, ci si ritrova a guardare gli scatti immaginari di quanto è accaduto.
Proprio ieri una frase ha colpito la mia attenzione, riportandomi indietro a cinque anni fa...
"Per avere il pieno valore della gioia si deve avere qualcuno con il quale condividerla", frase calamitata sullo sportellino del freezer, frase di Mark Twain anche se, con tutto il rispetto per l'autore della citata frase,è piuttosto facile arrivarci. Eppure fui io a scegliere e comprare quella calamita. Tra più di cento frasi scelsi quella, era il 19 marzo del 2005, festa del papà, nonchè mio onomastico ... Francesco aveva 6 mesi.
La targhetta, meticolosamente incartata dalla commessa del negozio, passò dalle mie mani ad altre ... forse era un messaggio ... "forse" ... In cambio ricevetti ciò che da me venne interpretato come superficiale attenzione. Come sempre archiviai, pensando anche all'inutilità del mio regalino, sentendomi al pari di una bimbetta stupida alla mercè di un adulto preso da altro più importante. Incartai il nulla in cambio e passai avanti ...
Solo poche ore dopo litigavo disperatamente senza essere capita per qualcosa che per me fu pesante da assorbire, aveva a che fare con la fiducia, con il rispetto, aveva a che fare con la sincerità ...
Incredibile come, alcuni giorni portino con loro, esclusivamente sotto forma di casualità, avvenimenti che si intersecano. Solo poche ore prima regalavo una frase che conteneva un messaggio, forse un avviso, poi ... tutto s'infrange nell'inutilità, all'accadere di un qualche cosa che precipita i gesti e gli inviti ancora più indietro di quel punto in cui si voleva arrivare.
E' difficile dimenticare, si può archiviare, si rimuove con un meccanismo dell'inconscio molto noto a psicologi e affini, ma nient'altro, le delusioni rimangono lì come piccoli mattoncini che prima o poi formano un muro e allora gli anni che passano diventano pesanti, resoconto di fallimenti di dialoghi rimasti inutilmente a galleggiare sulla corrente di un fiume che si ingrossa lento e inesorabile, fino a travolgere ogni cosa e mai più sotto forma di lacrime che, bene o male, aiutavano a liberarsene, ma come acqua acida che corrode e spegne fuochi, finendo per estinguere anche il sentimento più forte. Anche la persona più motivata si adegua agli eventi e dopo innumerevoli episodi che lasciano l'amaro in bocca, il senso di impotenza e fanno male mette in atto il piano dell'estintore e, senza rendersene conto, arriva al punto in cui "in caso di bisogno rompe il vetro" definitivamente. E' quello l'ultimo gesto che verrà fatto e dopo il ritorno sarà difficile. Come si riparano i vetri infranti?
...Tutto questo ho pensato avvolta dal gelo appena uscita di casa stamattina e, intanto, sentivo il mio cuore ghiaccio come la promessa della neve che ancora non c'è ma che ricade e ovatta l'anima ferita.

eApianirò (pensiero di neve)

ph: eApianirò


"Natale dietro una lastra di ghiaccio" ph: eApianirò

1 commento:

  1. tutt'altro che inutile, il regalino.
    Avrebbe dovuto commuovere.
    Provocare un Sorriso con gli occhi lucidi, un lungo e silenzioso abbraccio e spelle umide.

    ...ma i regali vanno fatti a chi può capirli...

    mi immagino al tuo posto.
    oggi, credo, avrei PRETESO una reazione come quella che ho descritto, rivendicandola, se non fosse apparsa spontaneamente. Con il risultato, almeno, di far sentire una merda chi non era stato in grado, o sufficientemente attento, da capire il mio gesto.
    OGGI sono ancora entusiasta, ho fiducia nella persona che amo e non sono disposta a tollerare simili delusioni senza dire niente.
    Sono sicura che anche tu sei stata così.
    Maledirò per sempre chi dovesse far cambiare questa mia visione attuale.
    "incartare il nulla in cambio e passare avanti" mi sembra una reazione già stanca, già disillusa... di chi è ormai abituato a tollerare. ed è tanto triste...
    posso maledire?

    (con infinito affetto)
    Paola

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