domenica 5 dicembre 2010

_Prospettive rettilinee e volo d'uccelli_

Cerco di seguire prospettive rettilinee. Come quelle strade dell'Eur, grandi, larghe, lunghe e diritte, si intersecano senza mai una curva e se ti posizioni in diversi posti riesci a vedere cosa c'è in fondo alla strada e quella linearità ti dà la sensazione che anche se è a chilometri di distanza sia facilmente raggiungibile. Procedendo su una linea retta: tutto è conforme, tutto è chiaro... Mi piace guardare le cose da queste angolazioni che mi danno l'illusione della semplicità. Linee. Nient'altro... Linee che delimitano facciate di palazzi, linee che fomano strade, linee come perimetro di aiuole... linee ovunque. Senti che sei in un posto dove non puoi perderti eppure... io guardo, penso, e poi mi distacco dalle geometrie lineari, dalla falsa e fredda semplicità del tutto che non mi appartiene;  provo a trovarmici a mio agio ma fuggo, assieme a quello stormo d'uccelli che rapisce la mia attenzione e mi porta in altre geometrie in cerchi e spirali, in forme contorte... capisco che l'autenticità è nei voli pindarici di persone semplici, senza certezze, senza falsi moralismi, senza maschere. Non ce la faccio, proprio non ce la faccio a essere fredda... non ce la faccio a vedere le cose o nere o bianche, non ce la faccio a trovare un'unica realtà per le cose... non ce la faccio a tacere quando ho qualcosa da dire, a ridere quando qualcosa mi fa piangere, a essere serena se qualcosa mi turba... Non so fingere!
Alle prospettive rettilinee preferisco un contorto ma vero, volo d'uccelli...

ph:eApianirò (volo, roma aprile2010)


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