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_FACTORY+she FACTORY (O bella ciao) ... quando il racconto è scritto in parallelo_

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Ecco un esperimento ben riuscito di "racconto parallelo".  Il "la" lo diede, involontariamente, Domenico Caringella scrittore per hobby e per passione come me e più di me.  Al suo attivo una miriade di accattivanti racconti che, nello spazio di poche righe, catturano il lettore trasportandolo a spasso per il mondo (ma anche più in là) e del tempo, riescono a far sentire profumi, a rendere tangibili gli oggetti e reali le sensazioni... E' riuscito a conquistare un'ampia fetta di scrittori e accaniti lettori in quel circolo, sconosciuto ai più, che utilizza facebook come un tempo si utilizzavano i salotti letterari. Ebbene sì, si parla tanto male di facebook mettendo giù un fittissimo elenco di negatività quando, invece, può essere utilizzato anche nei modi più raffinati, utili e culturalmente interessanti. Insomma in questa virtuale "officina letteraria" ha avuto origine questo racconto parallelo che parla di ideologia e della più grande tra le ...

_Il rumore della pioggia_

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riesco a far tacere le mie mani faccio tacere le mie labbra, certo e tu, che mi cammini accanto, fingi di non capire ora, ecco ... lo senti il rumore della pioggia? comincia dal suo profumo è la terra che parla silenziosa mentre l'accoglie non è la pioggia che cade a far rumore è la terra che se ne disseta ascoltala... ascolta il profumo che riempie l'aria... lo so, non riesco a far tacere gli occhi che ti accolgono del resto sono terra del resto tu sei pioggia .... eApianirò immagine presa dal web

_Una domanda_

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hai visto come fa l'estate a settembre? si aggrappa ai tronchi degli alberi, alle foglie impregna i muri e la terra del suo calore si incolla addosso, non vuole andar via... settembre ha già in sè l'autunno che nasce, l'estate non cede, non muore... rimane sulle strade coperte dalle foglie ingiallite, rimane dentro tronchi curvi e spogli, rimane anche sotto la neve, rimane......... eApianirò ph: eApianirò

_sguardi_

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Folle di sguardi abbreviano permanenze lungo ore blande, intinte in inchiostri volatili ... le parole svaniscono, gli sguardi regnano le memorie. eApianirò "La persistenza della memoria" Salvador Dalì 1931(olio su tela 24x33)

_Domino_

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Abbiamo creato la luce. Quel tutto che sfugge a ciò che non è.  Il darci coraggio, provare, sbagliare finché non si procede.  E si distribuisce il pensiero nelle notti che attraversano le ere. Rimaniamo attoniti: preistorici uomini delle case di cemento, l'orologio al polso, la schiena eretta, destinazioni guidate da navigatori esistenziali, cervelli scortati da cavalli nati da incantesimi (poca autonomia al rintocco della mezzanotte). L'asfalto di strade, reticolati di imprevisti pronti a strappare sorrisi e lacrime a giorni spalmati in dimensioni di ossimori, fluida vischiosità. Il bavoso incedere della lumaca, iridescente, inconsapevole tragitto in equilibrio sul fieri,  ciò che sta per accadere. Il filo impalpabile di una ragnatela sospesa e l'uomo che mi osserva dalla finestra aperta su questa notte che aumenta i giorni disponendoli in fila indiana. Domino. Il gioco dei se. Immagino la sua vita, la storia che gli è alle spalle a partire dalla stanza che lo ospit...

_H2O_

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Azzurra perfezione indistinti flussi di memoria rudimenti d'essere profondi come radici in quale vita eravamo molecole della stessa goccia? acqua __________________________ _____(H2O) come quella che lambisce il mio sguardo che pura nutre la terra nelle assenze innaturale vuoto che lasci attraversando spazi lontani da me mi riconosco negli oblii dei tuoi silenzi senza alcuna ragione so di esserci pagine di un libro mai scritto l'increspatura sulla superficie dell' acqua un brivido narrato dal vento... | eApianirò | immagine presa dal web

_gialla parete_

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sono tre anni che questa parete gialla mi guarda, priva di soluzione, immobile e muta. mi sono abituata al suo sguardo vuoto ma sempre presente. conosce i pensieri che le getto contro. di me ha assorbito sguardi privi di sole lasciati a gocciolare lacrime come panni mal strizzati. ha contenuto quella voce lacerata dal rimorso che mi urlava dentro. ci guardiamo complici cercandoci i difetti, quelle piccole crepe, i leggeri avvallamenti ... imperfezioni che ci accomunano. così, se chiudo gli occhi e resto ferma, sono anch'io una parete, gialla. sotto al colore voci sedimentate, ricordi ...tutto ciò che ho assorbito immobile come parete senza replicare costringendomi a essere muro, sgretolandomi lentamente ...impregnamo di noi ogni cosa, ogni cosa ci impregna e ci plasma. mentre riapro gli occhi decido che è ora: vado via. eApianirò immagine presa dal web