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venerdì 6 novembre 2020

_6.11.16_

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-ah....non te l'avevo detto?
-no...e' un po' difficile dirsi le cose se non ci si vede e non ci si sente ....
e, forse, la telepatia fa poca pratica con le foglie cadute in questo autunno troppo caldo, stenta a passare oltre i doppi vetri di una finestra all'ottavo piano affacciata su strade che portano dove vuoi, si ferma nell'immobilita' di sere che chiudono giornate frenetiche, rimbalza oltre le lancette di attese senza piu' ore.
allora soffermiamoci sul nostro guardarci, li' e' concentrato tutto, e bisogna averne coscienza per sopravvivere al troppo tempo senza noi.
e ora, dimmi se non conta il tempo che fugge tra le righe cancellate del romanzo di una vita?
come a dire: note omesse in uno spartito!
colori rubati a un quadro!
e rose senza profumo.
tutto conta! il piu'apparentemente inutile dettaglio e' l'elemento piu'prezioso.
lasciamo che il sonno ci assorba in questa notte, affidando alle stelle -ove fossero-, il compito di ricordare i fatti da raccontare presto, spero, che nulla va perso.
e ringraziamo la poesia che scalda il piu' atroce dei mali: la freddezza del virtuale.
pina ianiro  6.11.2016


lunedì 28 settembre 2020

_Intanto amare_

 

sul fare del giorno che
diventa tramonto
perdersi
sentire insieme alle foglie
lo stesso vibrare
l'andare del tempo
lezioso
l'andare del tempo
prezioso
giocare ai ricordi
felici di essere grandi
restando bambini
gocciare le ultime gocce
di mare
vestire i sospiri del giorno
intanto amare
pina ianiro 8.8.20 -intanto amare-
📷pina (comporre poesie al tramonto)

 

Creare

 

creare.
verbo potente.
ne ignoriamo le potenzialita'.
ognuno crea, nel suo piccolo, mondi, seppure inesistenti, esistono e vivono.
possiamo creare non é privilegio di pochi, é dono di tutti.
creiamo ogni volta che pensiamo a tema libero e sperimentiamo l'ebrezza di voli pindarici sfrenati e privi di regole, argini e precostrutti.
creiamo quando lasciamo ai sentimenti la forza di dirompere e arriviamo a percepirne il dramma del tatto che sfiora ogni corda d'esistere.
creiamo in quei pensieri che si stampano come sorrisi sui nostri volti arresi, finalmente distesi.
creiamo quando il respiro pare fermarsi tanto é calmo per seguire il ritmo della giusta concentrazione.
creiamo quando i battiti si fanno accelerati e il respiro affannato per l'entusiasmo, l'eccitazione, il desiderio che ci rapisce nel fare.
noi creiamo e siamo creati.
non é un gioco, é la nostra magia di esseri pensanti.
abbiamo un tesoro immenso che spesso dimentichiamo di esplorare e usare.
pina ianiro
📷foto pina ianiro i miei pensieri spettinati

 

Accade

 

Mi dici:
"Ci sono giornate strane racchiuse in una mano. Sei parte di tutto e non sei parte di niente.
In un confine di presente assente, spezzi granelli di polvere e resti indifferente al boato dei secoli.
Sei in una maledetta terra di confine. Non ti trovi a tuo agio e non comprendi il motivo, mentre te ne dai mille diversi.
Stai camminando in una terra di giada, glaciale e respingente, scivoli ad ogni passo come se camminassi su bava di lumaca gigante.
Hai trafitto l'occhio del ciclope senza chiamarti Ulisse e una maledizione ti costringe a dipingere gli orizzonti che non vedrai."
Ti dico:
"Il cielo stasera é percorso da lampi e piove lacrime di freddo in diretta dal futuro inverno, ora che é solo autunno, ora che sono i primi giorni d'autunno ... Succede ogni cosa e non succede niente.
Non sarà neppure la musica a riportarti in pace, é una croce che ti inchioda gola, ossa, mente, é il pensiero assente quello più presente."
Eppure accade, parlare parole che sembrano prive di ogni ragione, come accade, accade di amare.
Accade di sentire che qualcuno può capire, l'incomprensibile, l'inafferrabile, il non detto, il taciuto.
Accade d'essere riconosciuto.
Accade il cosmo appeso come goccia di rugiada sulla punta di una foglia d'erba di mattina.
Accade un giorno d'inciampare in un tuo simile -sorriso- e scoprire quanta vita inghiottita come sassi si é divisa, fogli su fogli di vita assorbita, studiata, sudata...
Accade lo stesso cielo sdoppiato o solo riflesso, non importa, ciò che importa é che é lo stesso.
pina ianiro 26.9.20
 
                         foto 📷 pina ianiro skyonfloor©

 

Roma che piove


 

Ciao, sono Pina

Ciao, sono Pina, sono sveglia dalle 6:10 di stamattina e da allora non mi sono fermata un attimo, se non mentre sciacquavo i pomodorini per il pranzo di oggi e ne mangiavo tre o forse quattro, così mentre il gusto dolce acidulo e il profumo dell’estate mi staccava dalle corse folli, finalmente vivevo quella che continuo a pensare sia la vera essenza del vivere, la semplicità del ritrovarsi umani e non robotici e pensa … percepiamo sensazioni così coinvolgenti e totalizzanti come il gusto e ci sbattiamo a cercare … a cercare? Precisamente, che cerchiamo?
Che poi, vado a buttare l’immondizia e sul campo di fronte casa c’è un volo d’uccelli. Li guardo alzarsi insieme in un ordine d’ali cangiante nel cielo grigio di oggi, precisi e coordinati ricordano gli aerei delle frecce tricolore ma loro hanno la bellezza della libertà dell’aria, del gioco dei bambini …
Invece noi siamo cravatte e ombrelli, macchine, biglietti, incastri, ritardi, spigoli, siamo come ferraglia che si arrugginisce in fretta sotto la pioggia battente di impegni di ogni sorta.
Non so sai, se resisto. Forse mollo.
Sì, uno di questi giorni mollo, perché preme tutto troppo senza nessun tipo di ritorno che possa almeno tamponare, non dico neppure appagare …
Ed è tutto un sacrificare. E’ vero, non ho mai optato per i compromessi pur di ottenere una “vita comoda”.
Sono anni che faccio solo salti mortali e sacrifici, tutto ha sempre il diritto di precedenza a me, alle mie eventuali esigenze, al mio essere, al mio sentire, alla mia persona, come se non esistessi e sono io stessa a farmi non esistere.
Ci provo ogni tanto a ricordarmi di me, ad alzare la testa e un po’ la voce ma …
I “ma” sono tanti, talmente tanti che messi tutti in fila si farebbe un bel trenino.
I “ma” sono una vita che mi porto in fronte marchiata al centro tra le sopracciglia, una ruga verticale che odio, ma non perché indichi gli anni che passano, di quello ne vado fiera, solo perché mi ricorda il carico, l’impegno, anche la sofferenza … mi ricorda i denti stretti e i pugni chiusi, mi sottolinea -senza essere una linea orizzontale- che coi giorni devo fare spesso la lotta, indipendentemente dalla mia volontà.
Ogni anno penso e spero che sarà l’anno di svolta, il cambiamento, quello che alleggerirà in qualche maniera il carico, vuoi con il raccogliere qualche frutto da quanto seminato in precedenza, con il ricevere qualche soddisfazione in cambio dell’impegno messo … vuoi perché le cose diventano un po’ meno complicate, magari i figli più grandi, che so…. Invece, eccoci, ogni anno peggiora.
Adesso poi con questa spada di Damocle del Covid …
“Eh … ma tu sei forte”
Mhmmm … Da qualche parte mi hanno tatuato questa storia, ormai l’avverto come marchio d’infamia, la gente questa frase te la pianta lì in mezzo alle dita spezzate dalla fatica, con una tale nonchalance, con una tale frettolosa indifferenza …
Non è che incoraggiano così, sconfortano!
E’ come mettere le mani avanti dire a una persona “Eh … ma tu sei forte”…
Come a tirarsene fuori, per la serie, tanto ce la fai da te e se non ce la fai, ce la fai lo stesso perché io non ne voglio sapere.
Che storia senza via d’uscita se non una e una sola: continuare a farcela da sé, zoppicare, sanguinare, soffrire, urlare dentro e piangere, caricarsi anche le ingiustizie, le cose che non funzionano e tutto il resto; continuare a guardarsi allo specchio sapendo che in quella ruga al centro delle sopracciglia c’è scritta una storia che forse non troverà mai giustizia, odiarla per quello ma amare la persona che la porta e che nonostante tutto con una dignità assoluta, si rimbocca le maniche, tira il fiato e sorride.
Così è se ci pare.
 
foto pina ianiro 


21.9.20